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Nell'antichità Antium fu la capitale della popolazione dei Volsci, finché
non venne assorbita nelle lotte e nei tumulti di Roma. La città ospitò
Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue
biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti
vi costruirono bellissime ville in riva al mare.
Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente, Mecenate vi aveva una
villa e vi nacquero gli imperatori Caligola e Nerone. |
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Questo vi fondò una
colonia di veterani e vi costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora
esistenti.
Resti di ville romane sono numerosi lungo tutta la costa: opere d'arte come
la Fanciulla di Anzio, il Gladiatore Borghese, oggi al Louvre, e l'Apollo
Belvedere, conservato in Vaticano, furono tutte ritrovate in ville
dell'antica Antium. Di queste la più famosa fu quella di Nerone che non può tuttavia essere
identificata con certezza, sebbene venga generalmente posta nei pressi del
cosiddetto Arco Muto, dove tuttora si trovano rovine di un teatro. Questa si
estendeva sul Capo d'Anzio per circa 800 metri di costa e venne costruita
sul sito di una precedente villa dove Augusto aveva ricevuto una delegazione
da Roma per essere acclamato Pater Patriae. Nerone edificò una villa di
proporzioni più adeguate al nuovo status imperiale che fu usata a turno da
tutti gli imperatori fino ai Severi. Del famoso tempio della Fortuna, citato
da Orazio nelle Odi, non rimangono resti.
L'antico centro di Lavinium, il cui mitico fondatore sarebbe stato Enea, non
ha nulla a che fare con l'attuale Lavinio e sembra da ricollegare invece
all'attuale località di Pratica di Mare, sul medesimo litorale, ma più
vicina a Roma. |